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Analisi delle urine

Esame chimico delle urine attraverso l'uso di strisce reagenti
L’esame chimico ha la funzione di rilevare ed eventualmente quantificare le principali sostanze presenti nelle urine in condizioni fisiologiche e patologiche. Viene effettuato o con strumenti in grado di effettuare l'analisi della frazione corpuscolata delle urine con metodo citofluorimetrico o ponendo 10 ml di urina ben mescolata in una provetta in cui sarà immerso per alcuni secondi un multistick che presenta una serie di tamponcini reattivi che varieranno il loro colore in base alla presenza e alla quantità delle sostanze ricercate. Tra queste normalmente vengono ricercate:
Esterasi leucocitaria: È un enzima che viene prodotto dai leucociti, quando vi sono batteri nelle urine. È un test molto sensibile, perciò sono rari i falsi negativi: se il test fosse positivo è necessario proseguire le indagini con una urinocoltura.
Glucosio: Normalmente assente. La presenza di glucosio nelle urine indica che si è superata la "soglia renale" per questo composto, cioè che la quantità di tale sostanza nel sangue è superiore alla capacità del tubulo renale di riassorbirla. In condizioni fisiologiche, la soglia di riassorbimento tubulare del glucosio è di circa 180 mg/dl. Il glucosio che non riesce ad essere riassorbito completamente dai reni finisce nelle urine. Questa situazione può verificarsi in condizioni patologiche che determinano un aumento del glucosio nel sangue, come il diabete mellito, o in caso di diminuita capacità di riassorbimento tubulare, come ad esempio nel diabete renale.
Proteine: Normalmente assenti o comunque non dosabili. La presenza di proteine dosabili nel semplice esame delle urine richiede esami più approfonditi per escludere il sospetto di malattie dei reni o delle vie urinarie, poiché normalmente la membrana di filtrazione glomerulale non permette il passaggio delle grosse molecole proteiche.
Sangue: In condizioni fisiologiche non si trova sangue nelle urine. L’ematuria e/o l’emoglobinuria possono essere indice di patologie di diversi distretti:
• L’ematuria renale può essere causata da glomerulonefriti, neoplasie, traumi renali, malformazioni vascolari renali;
• L’ematuria non di origine renale può indicare patologie dell'uretere, della vescica, dell'uretra, dell'apparato genitale maschile e femminile. Ad esempio, sono cause frequenti di ematuria la calcolosi e le infezioni delle vie urinarie.
Per la diagnosi di ematuria il sedimento deve mostrare la presenza di emazie.
Urobilinogeno: Normalmente presente in quantità irrilevante, aumenta in caso di epatite, tumori, infezioni, cirrosi,e tutte quelle malattie in cui vi è una compromissione della funzionalità epatiche. Vi può essere un aumento di urobilinogeno anche in caso di fegato perfettamente funzionante a causa di un aumento della produzione di bilirubina.